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stop agli assistenti di navigazione digitali, ora illegali

La suite di navigazione stradale di Microfoft Atlas, quella comunemente usata dai più comuni dispositivi con IOIS e dai Droid, è stata proibita per la circolazione in Italia, sia con accompagnatore, sia tramite auricolare Bluetooth e di conseguenza ne è stata richiesta la rimozione dal PlayApp Market Store.
La normativa è già in vigore tramite il DL molto conosciuto 626/94, la vecchia legge che regolamentata la sicurezza sul posto di lavoro, ora adattata ai lavori con dispositivi digitali.

Oggigiorno, con sempre meno persone considerate casalinghe e con sempre più impiegati part-time, gli spostamenti sono stati catalogati come TRANSITO DAL DOMICILIO AL LUOGO DI LAVORO e appoggiando la richiesta effettuata in parlamento per il diritto al risarcimento degli spostamenti.
Altro punto a favore delle argomentazioni che portano a considerare gli spostamenti un lavoro è stato dato dalle recenti proteste delle settore taxi nei confronti dell’APP Uder, ponendo tutti gli autisti al livello di lavoratori.

Sarà proprio quest’ultimo gruppo ad aver richiesto la rimozione di un app indispensabile per gli utenti che si fingono tassisti ma che non conoscono le strade?

Quindi STOP alle navigazione stradale, a partire da oggi 1 aprile. Il maggiore programma di navigazione, che con l’occasione viene rivisitato e diventa un gioco ARCADE, non sarà più installabile sui nuovi device.

Lo stop ha già provocato piccoli disagi, come quello visibile in foto, dove un autista si è trovato all’interno dell’autodromo per errore è,  al giornalista ha detto sconfortato: “perché il governo si accanisce sugli italiani?”navigazione stradale errata

Degno di nota è il fatto che, non ripristinando il dispositivo,  il programma di navigazione continuerà a funzionare, anche se occasionalmente presenterà il gioco PacMan, troverà tutte le destinazioni richieste.

Altro escamotage sarà l’attivazione di un account in lingua straniera o in lingua italiana purché con indirizzo presso lo stato Vaticano o presso San Marino.

Quindi dopo le deposizioni dei siti web presso un archivio centrale, dopo la normativa che obbliga tutti ad avere il consenso alla gestione dei dati personali, dopo aver avvisato gli utenti web che sono in presenza di un Cookie possibile, ci si ritrova ad un altro blocco assurdo provocato dall’ignoranza di una classe politica composta da soggetti non predisposti al mondo digitale.

1-aprile-2017, ore 18.20

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