post

MySQL in plesk, ottimizzazione o optimize e come trovare la password

per PLESK 12 o precedenti potete usare:
(in alcuni casi il comando successivo può comunicare la versione CRITTOGRAFATA della password presente in .psa.shadow)
cat /etc/psa/.psa.shadow

altrimenti potete usare:
/usr/local/psa/bin/admin –show-password

Ottimizzazione di tutte le tabelle nel server
mysqlcheck -uadmin -p`cat /etc/psa/.psa.shadow` --optimize --all-databases

post

Aggiornare PHP da 5.3 a 5.4 su server CentOS 6.7 su Aruba

Primo passaggio. FARE IL BACKUP, molto importante.

Prima di agire vi consiglio di leggere tutti, fino in fondo!!!
Io non sono responsabile per eventuali perdite di dati, fermi di lavoro o danni diretti o indiretti. Questa è una procedura pubblicata per solo scopo didattico e ogni utilizzo deve essere effettuato esclusivamente da personale competente.

Verificate innanzitutto la versione di CentOS in esecuzione


# cat /etc/*release*

Se è la 6.7 è la stessa usata nel test e quindi potete andare “tranquillamente” avanti.


# wget https://dl.fedoraproject.org/pub/epel/epel-release-latest-6.noarch.rpm && rpm -Uvh epel-release-latest-6.noarch.rpm
# wget http://rpms.famillecollet.com/enterprise/remi-release-6.rpm && rpm -Uvh remi-release-6*.rpm

Ora andiamo a abilitare il repository “REMI”

# vi /etc/yum.repos.d/remi.repo

e cambiamo “enabled=0” in “enabled=1” nel seguente blocco

[remi]
name=Remi’s RPM repository for Enterprise Linux 6 – $basearch
#baseurl=http://rpms.remirepo.net/enterprise/6/remi/$basearch/
mirrorlist=http://rpms.remirepo.net/enterprise/6/remi/mirror
enabled=1
gpgcheck=1
gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-remi

ora proviamo ad aggiornare il sistema

# yum update php

Ora provate il tutto. Se funziona correttamente il sistema rifate un backup completo.

Fatto il backup completo lanciate un aggiornamento completo del sistema.


# yum update

 

Ma un secondo… ti manca YUM?

SSH e installazione Yum su CentOs – Plesk Server

post

Ridimensionare un disco su Aruba Cloud con CentOs 5/6 tramite SSH

services_ssh_puttyUna volta preso un server con disco dinamico, espanderlo non è poi così semplice e la procedura non è ne immediata ne sicura. AVVERTO QUINDI TUTTI DI FARE UN BACKUP SU UN REPOSITORY ESTERNO, NON SUL SERVER STESSO, in quanto bloccandosi si perderebbe TUTTO.

Piccole informazioni che potrebbero essere utili:
Visualizzare lo spazio occupato su un server o pc con linux
SSH e installazione Yum su CentOs – Plesk Server

Il disco non si ridimensiona da solo e durante questa procedura, che riporto di seguito solo per scopo educativo ed escludendo qualsiasi responsabilità per perdita di dati, fermo macchine o danni diretti o indiretti. Utilizzate questa guida solo per scopo istruttivo e su macchine di test.

Punto 1.

Verificare lo stato dei propri dischi e partizioni con:

# fdisk -l

_______________

Punto 2.

Formattare il nuovo disco con:

# cfdisk /dev/sda

selezionare la partizione all’interno dell’utility (probabilmente è l’ultima e si potrebbe chiamare /sda3 e creare la partizione per il disco nuovo con il codice filesystem:

8e

che equivale a:

Linux LVM

salvare il lavoro [WRITE] e poi uscire [QUIT].

_______________

Punto 3.

Lanciare di nuovo il comando per verificare la partizione correttamente salvata

# fdisk -l

e ora RIAVVIARE il server

# reboot
_______________

Punto 4.

Controllare lo stato del gruppo LVM con

# lvm vgdisplay

_______________

Punto 5.

Aggiungere la partizione al gruppo LVM in uso con il comando:

# lvm vgextend "vg" /dev/sda3

ipotizzando che il gruppo è vg e la partizione è /sda3

_______________

Punto 6.

Ricontrollare lo stato del gruppo LVM

# lvm vgdisplay

dovremmo trovare una riga con qualcosa come

Free PE / Size 2559 / 10.00 GiB
con un disco aggiuntivo di 10GB

_______________

Punto 7.

Ora lanciamo il comando:

# df -h

e otteniamo il percorso del nostro LVM.

Nel nostro caso:

/dev/mapper/vg-lv_root

_______________

Punto 8.

Ora lanciamo il comando:

# lvm lvdisplay /dev/mapper/vg-lv_root

dovremmo trovare una riga con qualcosa come

Current LE 1930
con un disco originale di circa 7GB

_______________

Punto 9.

Ora sommiamo i blocchi liberi visti precedentemente (Free PE 2559) a quelli attuali (Current LE 1930) e otteniamo 4489.

_______________

Punto 10.

Adesso possiamo aggiungere lo spazio al nostro gruppo LVM con questo comando:

# lvm lvresize -l 4489 /dev/mapper/vg-lv_root

dovremmo quindi ottenere un messaggio come questo:

Extending logical volume lv_root to 17.54 GiB
Logical volume lv_root successfully resized

_______________

Punto 11.

Ultimo passaggio è il ridimensionamento del FileSystem, quindi utilizziamo il comando:

# resize2fs /dev/mapper/vg-lv_root

e otteniamo il seguente messaggio:

resize2fs 1.41.12 (17-May-2010)
Filesystem at /dev/mapper/vg-lv_root is mounted on /; on-line resizing required
old desc_blocks = 1, new_desc_blocks = 2
Performing an on-line resize of /dev/mapper/vg-lv_root to 4596736 (4k) blocks.
The filesystem on /dev/mapper/vg-lv_root is now 4596736 blocks long.

_______________

Punto 12.

Ora analizziamo lo spazio libero:

# df -h

e vediamo che la partizione è stata aggiornata.

Filesystem Size Used Avail Use% Mounted on
/dev/mapper/vg-lv_root
18G 3.7G 13G 23% /
tmpfs 503M 0 503M 0% /dev/shm
/dev/sda1 485M 39M 421M 9% /boot

post

Come rimuovere i vecchi backup di Plesk se non vengono cancellati

services_ssh_puttyI server con PLESK, per il mio utilizzo, hanno un grande problema, non rimuovono in automatico i vecchi backup.

Potrebbe essere solo un problema di configurazione, un impostazione dei permessi, ma se si vuole aggirare il problema (come ho fatto io) la soluzione più efficace è sicuramente quella di andare a cancellare i file… a mano può essere un’operazione “gravosa” e lunga. Ogni ambiente Plesk gestisce un numero X di domini, e ogni dominio può essere suddiviso nuovamente tra file, database, snapshot… etc

 

La soluzione più semplice, per me, è stata quella di entrare da terminale e lanciare il seguente comando:

 

find /var/lib/psa/dumps/* -mtime +30 -exec rm {} \;

 

Il 30 indica che cancellerà i file più vecchi di 30 giorni e ovviamente si può personalizzare.

Quindi potremmo anche andare a mettere la stessa riga su un’operazione schedulata e poi andarla a far eseguire regolarmente subito dopo il backup, ma se avete modo di entrare ogni 3-4 mesi direttamente da terminale, è consigliato farlo a mano.

errore durante un’importazione, ERROR 1153 (08S01)

In caso di errore tipo:

ERROR 1153 (08S01) at line XXX: Got a packet bigger than ‘max_allowed_packet’ bytes

ci sono due procedure possibili, ma a me la prima non è andata a buon fine.

1° procedura:

da terminale SSH o direttamente in locale lanciare il comando:

# mysql --max_allowed_packet=100M -u root -p[password] database < dump.sql

attenzione nei server Plesk di Aruba l’utente amministrativo di MySQL è impostato come admin quindi il comando giusto è:

# mysql --max_allowed_packet=100M -u admin -p[password] database < dump.sql

2° procedura:

entrare nella console MySQL (da locale o da SSH) con il comando:

# mysql -u admin -p[password]

lanciare i due comandi:

# set global net_buffer_length=1000000; 
# set global max_allowed_packet=1000000000;

e a questo punto effettuare l’importazione del DB troppo grande.

# mysql -u root -p[password] database < dump.sql

oppure

# mysql -u admin -p[password] database < dump.sql

dove trovare la password di default di MySQL in Plesk 11 / errore ERROR 1045 (28000)

da terminale lanciare il comando:

[code]cat /etc/psa/.psa.shadow[/code]

Ciò che viene visualizzato è la password.

Spesso il problema di una password errata da un messaggio del genere:
ERROR 1045 (28000): Access denied for user ‘admin’@’localhost’
oppure
ERROR 1045 (28000): Access denied for user ‘root’@’localhost’

post

registrare il Cloud di posta elettronica gratuito per il dominio, alternative a Google Apps Free

L’alternativa a Google è Microsoft… si, si alternano, prima Microsoft non aveva nulla e Google aveva il cloud gratis, ora Microsoft regala il cloud personalizzato.alternative a google apps

Mentre Google decide di chiudere il servizio FREE (Google Apps Gratuito è stato chiuso dopo il 6 dicembre 2012)

Microsoft si BUTTA nel cloud, con un leggero ritardo, ma con un grande servizio:

DOMAINS for Outlook LIVE disponibile gratuitamente per gruppi fino a 50 utenti e per LA REGISTRAZIONE PUBBLICA. Si, potete rendere disponibile il vostro dominio a tutti coloro che desiderano registrarsi con il servizio LIVE sul vostro sito. Questo significa che se avete il dominio www.pincopallino.it, i visitatori del vostro sito potranno registrarsi in maniera AUTONOMA un email tipo paolo@pincopallino.it o rossi@pincopallino.it e il tutto è rilasciato grautitamente.

Il servizio è disponibile dal sito:

http://domains.live.com/

Cosa vi permette di avere questo servizio?

  • Una casella email “protetta”
  • Un buon servizio antispam e un servizio antivirus automatico sulla posta
  • Una GRANDE compatibilità con i dispositivi nuovi e vecchi, in quanto usa la tecnologia che microsoft utilizzava già su server Exchange e sui servizi Hotmail.
  • Una velocissima attivazione
  • Un controllo automatico dei tuoi dati da parte degli impiegati Microsoft, che nelle note del servizio spiegano come anche se non sono obbligati, possono supervisionare nei contenuti per assicurarsi che siano rispettati i termini e le condizioni del servizio… la privacy all’americana.

 

Facendo comunque due riflessioni possiamo dire che con questa mossa Google perderà tutti i potenziali clienti del servizio Google Apps Free, il quale era compatibile in maniera nativa con i dispositivi Android e con Google Chrome, lo stesso servizio che permetteva agli utenti di far guadagnare Google tramite la pubblicità nel sito GMAIL e tramite la vendita di APP del Play Store.

Microsoft invece ora guadagnerà terreno in quanto il servizio LIVE è compatibile in maniera nativa con gli Smartphone Windows 8, con i tablet Windows 8 RT e con TUTTI i PC con Windows 8, che richiedono un account al primo utilizzo.

Quindi Google perde potenziali clienti e nuovi numeri. Microsoft dando un servizio gratuito rilancia il mercato Windows.

Io attiverò i miei nuovi clienti sul servizio LIVE e magari gli venderò uno smartphone Nokia  😉

Tu che ne pensi?

Tratto da:

http://www.labnol.org/internet/google-apps-free/26926/

How to Get the Free Edition of Google Apps

Alternatively, here’s a quick and simple workaround that will still let you sign-up for the free edition of Google Apps even though Google has officially retired the free edition – all you need is a free Gmail or Google account.

  1. Go to appengine.google.com, sign-in with your Google Account and create a new Application. You may fill in any dummy date and click the “Create Application” button.
  2. Open the “Dashboard” and on the next screen, click the link that says “Application Settings.”
  3. Scroll down a little (refer to the video tutorial) and choose “Add Domain” to associate a domain with your App Engine application.
  4. That’s it. Now you should see a special link* to sign-up for the free edition of Google Apps. You may either use your existing domain or buy one through Google Apps.

[*] You have to access this link through App Engine as Google Apps checks the HTTP Referrer information before serving up the sign-up page for the free edition of Google Apps.

Related reading: Register Web Domains with Google Apps

 

post

Aggiornare SSH (openssh, ssh-server, openssh-server) su CENTOS, testato su VPS Aruba

AVVISO IMPORTANTE: QUESTA GUIDA NON E’ PER UTENTI SENZA ALCUNA CONOSCENZA DI BASE, l’uso scorretto può portare al blocco del sito web, alla perdita di dati, alla necessità di un reset del server, alla non continuità del funzionamento del sito/server. Si consiglia l’uso in un ambiente di test, si consiglia di effettuare sempre un BACKUP completo (file-impostazioni-database) dell’ambiente di lavoro, si sconsiglia l’uso in un ambiente di lavoro senza alcun test preventivo.

innanzitutto verificare la versione presente nel sistema

ssh -v

poi dal sito

http://www.openssh.com/portable.html

Identificare il file più adatto e il mirror, ad esempio prendere quello francese della versione 6.1

wget http://ftp.arcane-networks.fr/pub/OpenBSD/OpenSSH/portable/openssh-6.1p1.tar.gz

poi decomprimere il tutto

tar -xvzf openssh-6.1p1.tar.gz

e copiare il file informativo nella directory di sistema

cp ./openssh-6.1p1/contrib/redhat/openssh.spec /usr/src/redhat/SPECS/

copiare il file sorgente completo nella directory di sistema

cp openssh-6.1p1.tar.gz /usr/src/redhat/SOURCES/

andare nella directory di sistema

cd /usr/src/redhat/SPECS

compilare i file

perl -i.bak -pe 's/^(%define no_(gnome|x11)_askpass)\s+0$/$1 1/' openssh.spec

creare la struttura del file rpm “finale”

rpmbuild -bb openssh.spec

ASSICURARSI che tra le righe finali ci sia qualcosa del genere:

Wrote: /usr/src/redhat/RPMS/i386/openssh-6.1p1-1.i386.rpm
Wrote: /usr/src/redhat/RPMS/i386/openssh-clients-6.1p1-1.i386.rpm
Wrote: /usr/src/redhat/RPMS/i386/openssh-server-6.1p1-1.i386.rpm

andare nel percorso finale dove sono stati generati i file

cd /usr/src/redhat/RPMS/i386/

installare il risultato

rpm -Uvh *.rpm

lanciare nuovamente il comando

ssh -v

per verificare quale versione è attualmente installata.

Se è la stessa versione originale, non è andata a buon fine l’installazione, eseguire nuovamente i passaggi con cura e verificare se ci sono output con errori.