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sbloccare un telefono android (samsung, htc, acer) con un wipe completo e schermo bloccato (pattern lock)

Vi è capitato di dover aiutare qualcuno che aveva perso il proprio codice di sblocco dello schermo su un telefono android? Oppure vi è servito di formattare completamente un telefono senza avere fisicamente accesso al menu’ interno? Oppure avete trovato un telefono con il blocco all’accensione…

Sempre con il buonsenso questa è una miniguida per avere un accesso rapido alla rimozione di impostazioni personali.

Prima di tutto scarica questo pacchetto: adb(android debug bridge) che permette di far comunicare il nostro PC, via linea di comando, con il telefono.

Poi copia i due file in c:\windows\system32

Accendi il telefono e assicura che venga riconosciuto correttamente (verifica che i drivers del telefono siano correttamente installati)

Apri il prompt del dos (tasto di Windows + R e poi esegui cmd) e digita “adb reboot recovery”

Il telefono si riavvierà automaticamente in modalità di recovery

Seleziona
WIPE DATA FACTORY RESET
poi
WIPE CACHE PARTITION
infine
REBOOT SYSTEM NOW

Fatto!

Scarica adb.zip

In alternativa, un metodo più semplice, è accendere il telefono tenendo premuti contemporaneamente i tasti:

VOLUME +, CENTRALE, ACCENSIONE

Questa procedura è stata testata su Galaxy Next Turbo.

ATTENZIONE, tutte le operazioni NON STANDARD (quindi upgrade manuali, downgrade manuali, modifiche del firmware e del filesystem) di un apparecchio possono portare al completo NON utilizzo dell’apparecchio stesso e/o a conseguenza imprevedibili. Se ne consiglia l’uso solo in caso di particolare necessità e con la consapevolezza dei problemi che possono nascere in alcune situazioni. Il presente articolo è solo a scopo educativo e se ne SCONSIGLIA l’uso.

Privacy, Facebook, condivisione delle informazioni e tutela della propria immagine

CLICCA SULLE IMMAGINI PER SEGUIRE MEGLIO LA GUIDA, SI INGRANDISCONO E PUOI VEDERE I PASSAGGI NEL DETTAGLIO

ATTENZIONE FACEBOOK PUO’ CAMBIARE IL PROPRIO METODO DI FUNZIONAMENTO TUTTI I GIORNI, SE CI SONO PROBLEMI CONTATTATEMI

Ormai su Facebook si scrive di tutto, dai propri commenti personali verso i propri amici (magari amici d’infanzia con i quali non ci si formalizza), oppure commenti politici e/o religiosi. Tutto questo può essere normale in un ambiente “familiare” ma spesso sarebbe meglio lasciare la sfera personale e distaccarsi così almeno da quella professionale. Con le vecchie tecnologie il problema si poneva principalmente nel modo in cui ci si atteggiava e ci si vestiva, il datore di lavoro spesso osservava il taglio di barba negli uomini o una presenza elegante nelle donne. Oggi è diverso e occorre fare attenzione anche a ciò che si fa a casa, non solo a come ci si comporta nell’orario di lavoro, in quanto i social network (Facebook in primis) rappresentano lo strumento più facile da usare per fare una piccola “indagine” personale.

Le soluzioni sono 2: si fa alla vecchia maniera, non si utilizza più internet come strumento di svago personale e si lavora sodo! Oppure si personalizza il proprio profilo nei vari social network mettendo una serie di “limiti” a ciò che gli altri possono vedere, soprattutto coloro che non sono considerati “AMICI”.

Prendendo in considerazione FACEBOOK i passaggio sono molto semplici ma bisogna fare attenzione a TUTTE le varie voci.

1) effettuare il login nel sito web

2) ACCOUNT -> IMPOSTAZIONI SULLA PRIVACY

a questo punto possiamo scegliere varie impostazioni predefinite:

TUTTI, AMICI DI AMICI, AMICI, CONSIGLIATA, PERSONALIZZATA

I primi 3 sono dei modelli standard dove si permette (come dice proprio il nome) di far vedere TUTTI I NOSTRI DATI rispettivamente a TUTTI, oppure solo alle persone che ci conoscono direttamente e ai loro amici (AMICI DI AMICI=AMICI DI 2° GRADO), oppure SOLO AGLI AMICI. Nella quarta selezione c’è CONSIGLIATA, è una personalizzazione standard dove FACEBOOK suggerisce di rendere pubbliche le cose meno personali e privati i dati personali, come ad esempio il numero di telefono. Poi, infine, vi è la selezione PERSONALIZZATA, che è quella che consiglio a tutti di usare.

3)CLICCHIAMO SU PERSONALIZZA IMPOSTAZIONI: si apre una nuova pagina dove abbiamo le informazioni suddivise per “argomento” o categoria. In pratica ci chiede a chi vogliamo mostrare i nostri LINK, a chi vogliamo mostrare il nostro NUMERO DI TELEFONO, a chi vogliamo mostrare il nostro sesso e le nostre preferenze sessuali… ci chiede tutto! Purtroppo una volta che un’informazione è CATALOGATA nel sistema NON SEMPRE SI PUO’ ELIMINARE, pertanto la soluzione più semplice e veloce è questa.

4) Identificata l’area che vogliamo nascondere e/o non rendere pubblica e IPOTIZZANDO che sia il nostro numero di telefono, prendiamo la casella (combo box) che si trova al fianco della scritta “Cellulare” e clicchiamo di nuovo su PERSONALIZZA (in quanto anche qua ci ripropone la selezione di pacchetti standard: AMICI, AMICI DI AMICI, TUTTI e PERSONALIZZA)

5) ultimo passaggio: a questo punto siamo arrivati a poter “NASCONDERE” l’informazione riservata o, magari ad abilitare solo alcune persone o escluderne altre… ma dopo diventa veramente paranoico!!! Per poter nascondere a tutti un’informazione come il nostro cellulare, in questa schermata, sotto a RENDI VISIBILE A: selezioniamo SOLO IO.

6) clicchiamo SALVA IMPOSTAZIONI, altrimenti tutti i click non sono serviti a nulla!

Se volete personalizzare altri parametri/categorie basta ripartire dal punto 4 e selezionare un’altra categoria, come magari posso consigliare di mettere i “Post pubblicati da me” VISIBILI SOLO AGLI AMICI e “Possibilità di vedere i post pubblicati sulla mia bacheca dagli amici” mettere che su visibilità SOLO IO, in questo modo ciò che pubblichiamo NOI sulla NOSTRA bacheca è visibile ai nostri amici, ciò che invece loro pubblicano sulla nostra bacheca è visibile solo a noi come proprietari della bacheca. Eviterete così di dar seguito a stupide catene e post pubblicitari.

Ti è piaciuta la guida? Hai ancora qualche dubbio? Vorresti altre guide? Lascia un commento

Privacy e internet, come evitare di ricevere pubblicità mirata

Qua un elenco di siti web che si occupano di pubblicità On-Line e che per “lavoro” tracciano le visite degli utenti internet.

http://www.networkadvertising.org/managing/opt_out.asp

Selezionando tutti i siti web (nella voce Opt-Out) e cliccando su SUBMIT si richiederà il blocco del proprio tracciamento. In questo modo le compagnie di pubblicità non potranno accedere alle nostre preferenze (tipo film preferito, gli ultimi acquisti online, la nostra città di provenienza) e di conseguenza non ci potranno automaticamente proporre l’acquisto di materiale simile (sequel del film, un acquisto simile al precedente, un’appuntamento presso la nostra città).

Facebook, social network e privacy. Non preoccupiamoci troppo.

Una mia amica scrive:

SAPEVATE CHE DIGITANDO IL VOSTRO NOME E COGNOME SU INTERNET… OPS
si visualizzano tutti i vostri commenti fatti su altri siti… anche tanto tempo fa…?
a lo sapevate?… 🙁

E io rispondo:

Si, io lo so e in teoria lo dovrebbe sapere chiunque, in quanto se si scrive qualcosa è perch… Mostra tuttoé la si crede, non va bene scrivere a “caso” o sparlare a sproposito. Tra l’altro non vedo tutta la preoccupazione di questi giorni per la “privacy” degli utenti. Se uno scrive o pubblica qualcosa su una bacheca, perché dovrebbe preoccuparsi per chi lo legge? Se una cosa è privata e diretta solo a pochi, dovrebbe essere inviata via email, non pubblicata… Spesso però la gente usa la tecnologia in maniera impropria.

Privacy, facebook, mass media e buonsenso.

Facebook è costantemente sotto accusa da parte di chi dice che è una minaccia per la propria privacy, ma purtroppo non tutti considerano ciò che Facebook è nella realtà.

Io mi occupo di realizzare siti web, e per me la mia privacy non è importante: più gente mi conosce, più gente legge i miei post riguardanti i lavori che faccio, e tanto meglio è. Terminata questa piccola premessa andiamo ad analizzare ciò che effettivamente compone un sito come Facebook:

  1. Blog, ogni utente ha una propria “bacheca” o un proprio profilo che dir si voglia. Ciò nel gergo informatico, normalmente, è definito come Blog.
  2. Fotogallery, ogni utente può crearsi più album fotografici, facilmente gestibili e poco personalizzabili da un punto di vista grafico.
  3. Messaggistica, gli utenti possono inviarsi messaggi e raccoglierli tutti in un punto ben preciso del sito.
  4. Chat, è possibile inviare brevi (in quanto non si riuscirebbe a scrivere un messaggio lungo neanche volendo) frasi ai propri amici collegati che hano lasciato “abilitata” la funzione di messaggistica immediata.
  5. Registrazione in gruppi di utenti, come poteva essere l’appartenenza ad un newsgroup o la registrazione ad un sito web che gestisce anche una newslit.
  6. Accesso alle più svariate applicazioni (spesso giochi o quiz).
  7. Possibilità di seguire personaggi pubblici o attività commerciali presenti sul network con 1 click.

Tralasciando per ora l’ultimo punto dell’elenco (possibilità di seguire personaggi pubblici o attività commerciali presenti sul network con 1 click) possiamo affermare che il Social Network più famoso del mondo non si è inventato nulla in termini di contenuti.

Il “BLOG” come strumento di comunicazione è nato principalmente per permettere a chiunque di leggere i propri messaggi, vedere le proprie foto, condividere le proprie conoscenze e i pensieri. Facebook, dal mio punto di vista, nasce come insieme di blog, quindi non vedo perché limitarne la privacy. POI, se l’utente sbadato scrive prima di pensare, o l’utente incoscente pubblica qualcosa che invece dovrebbe essere un messaggio inviato ad una persona specifica, beh… poveri scemi! Ciò che ha detto il fondatore di facebook (se è vero) è decisamente troppo sfacciato, magari, ipotizzo, stava parlando con un suo stretto collaboratore e come è d’uso comune, trattava gli utenti medi come utenti rompiscatole poco capaci e molto basilari (qualsiasi tecnico che è a contatto con il pubblico o addetto ai vari call center di supporto mi darà ragione).

La “FOTOGALLERY”, per chi ha usato siti web come FLICK o PICASAWEB non c’è nulla da spiegare e anzi, posso tranquillamente affermare che le impostazioni riguardanti la privacy sono identiche, possibilità di condividere solo con gli amici o con tutti. Solo PicasaWeb integra un sistema di condivisione “ad utente” molto semplice e guidato. Se si pubblicano delle foto (anche se oscene o compromettenti o indiscrete) è normale che se le foto sono pubbliche TUTTI possono vederle. Ovviamente Facebook è altamente scadente da un punto di vista della personalizzazione e della risoluzione grafica. Non è impostabile la risoluzione massima e solo la dimensione “visualizzata” è disponibile.

La “MESSAGGISTICA”, possiamo affermare che funziona come un’email con 2 differenze: è più comoda perché collega gli “amici” ad una rubrica automatica, non dobbiamo più conoscere l’indirizzo email di una persona per scrivergli in quanto viene recapitata ad destinatario che si sceglie in un elenco già pronto; è più scomoda perché non è possibile usarla in un client di posta elettronica o in un dispositivo mobile generico, occorre obbligatoriamente entrare nel sito web per poter leggere e scrivere una finta email.

La “CHAT” è in assoluto una delle applicazioni più vecchie di internet, si può pensare anche a IRC o ICQ o gli altri mille programmi di messaggistica immediata. La differenza sostanziale che caratterizza quella di Facebook è che è scomoda, si perde spesso nelle pagine e non è facile scrivere in maniera continuativa se si naviga sul sito stesso. Fortunatamente siti web quali MEEBO permettono di chattare su Facebook in maniera più seria, quasi ottimizzata quanto la praticissima chat di GMAIL-GTALK. Rimane comunque priva di LOG e se si chiude la sessione possiamo perdere tutto il discorso. Sconsigliata.

I “GRUPPI DI UTENTI” sono molto simili ai newsgroup o ad un sito con una newslist, in quanto si può parlare di un argomento specifico (come può essere un prodotto, un argomento specifico o un pensiero personale) e gli amministratori possono inviare un messaggio a tutti gli iscritti.

Le “APPLICAZIONI” erano già presenti sul web, ovviamente in questi ultimi anni si è sviluppato molto anche il discorso dello sviluppo con le applicazioni Web2, Flash e il supporto di linguaggi più interattivi come AJAX. Facebook non realizza pressoché nessuna applicazione, principalmente ospita altre applicazioni che risiedono su server di terze parti e il codice è stato sviluppato da altre aziende (esempio lampante sono i giochi quali FarmVille, Pet Society o Mafia Wars). A volte le stesse applicazioni sono disponibili anche in modalità extra Facebook, ad esempio presso il sito web del fornitore stesso o di altri social network quali MySpace o LinkedIn).

Ultimo punto: possibilità di seguire personaggi pubblici o attività commerciali presenti sul network con 1 click, anche se è abbastanza simile alla semplice visita su siti web specifici o iscrizione a delle newslist dedicate, si tratta di una funzione che non avrebbe senso senza un social network, il vantaggio principale consiste proprio nella possibilità di seguire in maniera indiretta uno specifico argomento con un solo click.

Tutte le altre funzioni non elencate in questo schema si possono riepilogare nello schema precedente in maniera indiretta, ad esempio la pubblicazione di link, di video o l’aggiornamento dello status sono funzionalità proprie del Blog. L’unico vero grande vantaggio di Facebook che ne ha fatto un vincitore è proprio quello più contestato (ma più utile) cioè la possibilità di vedere gli amici SUGGERITI. Facebook nel suo codice prevede una funzionalità innovativa che permette di stabilire se un utente può conoscere un altro utente in base agli amici comuni. Una volta che il punteggio di “similiarità” sale ad un TOT livello il sistema suggerisce agli utenti di entrare in contatto con la possibile conoscenza (quindi violazione della privacy?). Tutto ciò è possibile grazie ad un immenso database e ad un codice “magico”, ad oggi usato anche per stabilire la popolarità di un determinato post.

Voi pubblicate delle foto “indiscrete” su internet? Voi inviate email/messaggi compromettenti tramite un social network (dove la prima parola è proprio SOCIAL?). Io limito i miei messaggi e gli altri contenuti a ciò che considero realmente pubblico, per il resto esiste l’email (molto più personale e meno condivisibile), gli sms, una telefonata, o meglio ancora un incontro di persona.

Traete le vostre conclusioni e commentate pure di seguito.

cambiare i permessi a tutti i file di windows (documents and settings e users)

Dedicato ai system administrator.

Vi è mai capitato di accedere ad un HDD attaccandolo al volo alla propria workstation e scoprire che dovete perdere tempo su tempo, minuti e minuti a cambiare i permessi di tutti i file, di tutte le directory (cartelle) di un utente che ha impostato i propri dati come privati?

E magari vi è anche una certa urgenza perché chi ha impostato i documenti come privati è un vostro cliente che ora ha fretta di recuperare di dati, dopo aver disastrato la propria installazione di windows, perché ne ha bisogno SUBITO!!! 😉

La soluzione c’è! Funziona con tutte le versioni NTFS che si utilizzano ad oggi (sia con Windows 2000, sia con XP, sia con i più nuovi Vista e Windows 7).

Si chiama TakeControlOf e lavora sotto “dos”.

Una volta scaricato il file (che altro non è se uno script), occorre copiarlo, per nostra comodità, nella root dell’hard disk in cui si trovano i file e le directory alle quali dobbiamo cambiare i permessi.

A questo punto occorre aprire il prompt di MS-DOS con uno di questi metodi:

Windows 2000 + Windows XP + Windows Server 2003

start -> esegui -> scriviamo CMD e premiamo INVIO

start -> tutti i programmi -> accessori -> prompt dei comandi (o prompt di MS DOS)

Windows Vista + Windows 7 + Windows Server 2008

start -> scriviamo CMD e TENENDO PREMUTO CTRL + MAIUSC premiamo INVIO (assicurandoci di aver selezionato il comando CMD)
(il CTRL+MAIUSC serve per dare all’operazione dei diritti amministrativi)

Anche da Windows Vista/7/Server 2008 è possibile aprire la finestra “esegui”, è pressoché inutile in questo caso, ma si può facilmente aprire premento il TASTO WINDOWS + R. Aprendo esegui, però, si hanno problemi con il funzionamento del UAC, quindi è una procedura che sconsiglio.

Una volta aperto il prompt MS-DOS la procedura è semplicissima:

x:\TakeControlOf.cmd NOMEOGGETTO

Dove X è l’unità e NOMEOGGETTO corrisponde alla directory (o cartella) o al file al quale dobbiamo cambiare i permessi.

L’operazione è ricursiva, quindi verrà applicata a tutti gli oggetti contenuti nella directory e a tutte le sottodirectory, ed è PRATICAMENTE IRREVERSIBILE (non possiamo ricordarci o sapere per bene tutti i permessi di file e directory di un’installazione di windows non in esecuzione!), nulla di grave, ma teniamo presente che nel momento in cui andiamo a modificare tutti i permessi di tutto il contenuto di un hard disk di sistema, questo sarà molto più vulnerabile e poco attento alla privacy.

Ovviamente non ha alcuna funzione nel caso di Filesystem FAT o FAT32.

Scarica GRATUITAMENTE TakeControlOf cliccando QUI

Registra una casella di posta elettronica certificata PEC quasi gratuitamente

Quanto è il costo delle vostre lettere raccomandate? Se la utilizzate, anche solo 1 volta ogni 2 mesi, a fine anno spendete circa 20 Euro, calcolando il costo della raccomandata semplice, con un peso estremamente ridotto (solo fogli).

Con i nuovi mezzi informatici, invece, si ha a disposizione la PEC (posta elettronica certificata) che permette con soli 5 Euro + IVA (annuali) di inviare e ricevere delle email dallo stesso valore legale delle raccomandate.

PRO:

  • è quasi GRATUITA, se calcoliamo che possiamo utilizzarla TUTTE LE VOLTE CHE VOGLIAMO;
  • è ISTANTANEA, a differenza della raccomandata tradizionale la PEC arriva nel giro di POCHI SECONDI;
  • è SICURA, solo tramite la password di protezione si può inviare una email certificata, e per questo, possiamo usarla in ASSOLUTA TRANQUILLITA’;
  • è ARCHIVIATA in automatico, tutte le comunicazioni, tutte le nostre email, sono TRACCIATE in automatico DAL PROVIDER, che tiene un registro delle attività svolte;
  • è PRIVA DI SPAM, essendo tutto registrato vi è l’impossibilità di comunicazioni anonime (quindi ZERO SPAM!);
  • possiamo allegare TUTTI I FILE (documenti, contratti, fatture, foto, grafici, brani audio);
  • la pubblica amministrazione HA L’OBBLIGO DI ADEGUARSI, registrando una popria casella PEC dove poter ricevere le comunicazioni da parte di altri enti o dai cittadini;

CONTRO

  • NON SI POSSONO SPEDIRE OGGETTI, ovviamente a differenza della raccomandata è virtuale, quindi non possiamo inviare oggetti fisici.

Per registrare la tua email certificata a SOLO 5 Euro + IVA clicca qua sotto:


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